PS4 – Shenmue – Recensione


PS4, PSN, Recensioni, Videogames / martedì, 5 Marzo, 2019

Uscito originalmente nel 1999 per Sega Dreamcast, Shenmue fu la grande scommessa di Yu Suzuki di proporre una avventura unica e magica, in cui il giocatore potesse immergersi completamente e viverla insieme al protagonista.

Ryo Hazuki
Shenmue narra la storia di Ryo Hazuki, un giovane ragazzo giapponese che assiste all’omicidio del padre, e quindi decide di scoprire perchè è stato ucciso, giurando di vendicarlo… la sua storia però si rivelerà qualcosa di molto più complesso di una semplice vendetta… Ryo è un ragazzo ben voluto e conosciuto da tutti, e questa sua qualità lo aiuterà enormemente nelle sue indagini. Ryo conosce le arti marziali, e a noi starà farlo allenare così da imparare a farlo combattere in modo efficace e migliorarne le mosse che più ci piacciono, così da farci trovare pronti negli scontri che dovremo affrontare. Il sistema di combattimento è complesso nel modo giusto, anche se non ci sono tantissime occasioni per farlo brillare; meno brillanti i QTE un po’ noiosi e difficili da gestire, ma ai loro albori quando furono introdotti.

La cittadina di Yokosuka
Shenmue si svolge interamente nella cittadina di Yokosuka, una cittadina viva, dove gli abitanti svolgono diverse attività a seconda delle ore del giorno, i negozi aprono e chiudono, ed il nostro protagonista si troverà a dover svolgere diverse attività per far scorrere il tempo e proseguire nella sua indagine. Interagire con gli abitanti che saranno fondamentali per capire dove dirigersi, cosa fare per proseguire, fungendo praticamente da una guida vera e propria per il giocatore, ma una guida meno impersonale di un freddo menù, e che porterà il giocatore a stringere dei legame emotivi. I vari quartieri esplorabili oltre ad avere strutture diverse, possono anche dare luogo ad incontri ed eventi unici, che rendono l’avventura di Ryu sempre fresca ed interessante.

Alta definizione?
Shenmue all’uscita su Dreamcast era un vero e proprio prodigio tecnico da avere in una console casalinga, un mini open world con un ottimo livello di dettaglio. In questa edizione in HD è stata potenziata la risoluzione, e le texture di personaggi, oggetti e luoghi sono generalmente di buon livello, mai sbavate o stonate nell’insieme. Non benissimo invece il comparto sonoro, non tanto per la qualità delle musiche in sè o del doppiaggio in giapponese (comunque meno brillante delle produzioni moderne), ma per l’output sonoro di bassa qualità generale.

Vita di tutti i giorni
Shenmue si pone come scopo di avere un ritmo molto lento nel raccontare la sua storia e nel farsi giocare. Già la stessa casa di Ryu offre molte possibilità di interazione, si possono aprire praticamente tutti i cassetti e gli armadi della casa, tutti opportunamente riempiti con gli oggetti quotidiani di chi ci vive, sempre con lo scopo di stringere un certo senso di intimità e realismo con il giocatore, che così inizia a conoscere i protagonisti della storia. La cittadina stessa non lesina questi particolari, anche comprare un oggetto in un negozio ci permette di prenderlo in mano e girarlo a piacimento per osservarlo, e così via…

Il tempo scorre lento
Uno dei pregi e dei difetti del gioco è proprio il tempo ed il suo scorrere. Infatti la giornata inizierà la mattina presto e si concluderà alle 23 di sera (a meno di andare a dormire prima, ma comunque non prima delle 20!). Saremo quindi costretti ad occupare interamente le giornate di gioco, e seppur le attività secondarie non manchino (sala giochi, biliardo, allenamenti nel dojo, etc…), spesso per questioni di trama ci troveremo a dover obbligatoriamente aspettare orari precisi, o addirittura giorni prima di proseguire, ed il desiderio di poter far passare più velocemente il tempo diventa forte. Inoltre certe sezioni ludicamente rimangono un po’ forzate, come il famoso lavoro al porto, che si svolgerà identico per 5 giorni virtuali, oggettivamente arriva un po’ a noia.

Conclusioni
Shenmue è magico grazie al suo ritmo lento ma prezioso, alla sua minuzia nei dettagli che impreziosiscono l’intera opera. Ludicamente ha qualche difetto, più evidente oggi che quando uscì, e quindi fisiologico, ma il fascino è rimasto intatto. Una storia che inizia solamente in questo primo capitolo, ma già affascina per l’amore con cui viene raccontata.

Voto:90

+ La magia della narrazione è rimasta intatta

+ Si respira davvero l’aria di vivere in una cittadina

– QTE e Gameplay invecchiato non benissimo

– In alcune fasi un po’ ripetitivo

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