PSVITA – Psycho Pass: Mandatory Happiness – Recensione


PSVita, Recensioni, Videogames / mercoledì, 20 Febbraio, 2019

Psycho Pass: Mandatory Happiness, sviluppato da 5pb (Steins Gate, Chaos Child, etc.. ndr), sviluppa la sua storia nel mondo di Psycho Pass, anime di discreto successo già famoso tra gli appassionati.

Mandatory Happiness
Nel mondo di Psycho Pass, in una Tokyo futuristica, la criminalità è tenuta sotto controllo grazie ad un sofisticato sistema chiamato Sybil, che garantisce alla polizia speciale di tenere sotto controllo il “colore” di ogni persona schedata, così da capire se questa se sta sviluppando intenzioni criminali… infatti questa enorme intelligenza artificiale, è in grado di analizzare i comportamenti e i cambiamenti di umore di ogni essere umano, e predirne il futuro comportamento, così da mantenere l’ordine perfetto tra la popolazione.

Visual Novel con due protagonisti.
Questa Visual Novel può essere vissuta dagli occhi di due diversi personaggi, la nuova recluta Nadeshiko Kugatachi che ha perso la memoria, oppure l’Enforcer (criminale latente che è stato riabilitato per collaborare con la polizia) Takuma Tsurugi, alla ricerca del suo amore perduto. La storia non si dipana con grandi differenze in realtà, se non per le piccole modifiche alla trama che si possono effettuare con le scelte sparse durante la narrazione, peccato che non risulti per nulla chiaro come le ramificazioni siano state seguite durante la storia, rendendo complicato e a volte noioso ripetere le varie sezioni. Sicuramente tra gli altri lavori di 5pb, questo è uno dei più deboli, probabilmente anche limitato non solo da chi ha collaborato alla stesura, della trama, ma anche al vincolo di dover sottostare alla storia originale di Psicho Pass, ambientando questa Visual Novel tra gli eventi della prima stagione dell’anime.

Felicità Imposta
Come titola il gioco stesso, questo è il tema della storia. Là dove già il sistema Sybil inflisce fortemente sulla vita delle persone, dettando non solo il loro lavoro, le loro scelte nella vita di tutti i giorni, con lo scopo di massimizzare l’ottimizzazione delle persone e delle lor abilità, un nuovo misterioso personaggio compare nella vita degli abitanti, con lo scopo di andare a correggere le persone che Sybil stessa considererebbe incorreggibili, e cerca un metodo per donare a loro la felicità che non gli spetta secondo i dettami del sistema di intelligenza artificiale. Quella che ne esce è una storia e dei personaggi alla fine interessanti e che fanno riflettere, su una tematica che già l’anime affronta in modo intelligente e curioso.

Conclusioni
Psycho Pass: Mandatory Happiness è una discreta visual novel, buona sia per gli appassionati dell’anime, sia per chi non l’ha mai visto. Rimane un po’ ancorata e legata all’anime stesso, mancando quindi un po’ di coraggio, ma è comunque una buona storia indubbiamente consigliata agli appassionati del genere, senza aspettarsi i picchi qualitativi di VN come Steins Gate e Chaos Child, nè le particolarità di storie come quella di Root Letter.

Voto:78

+ Buono sviluppo dei personaggi e della tematica della “felicità obbligatoria”

+ Stile grafico fedele all’anime

– Storia un po’ vincolata dal brand

– Mal gestito il sistema di ramificazione della storia

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