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Nov 232016
 

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Corpse Party:Blood Drive conclude la saga iniziata su PSP, riprendendo la storia esattamente dalla scena finale del capitolo precedente, giusto per ricordare il tragico finale a chi se lo fosse perso, o chi per qualche motivo iniziasse proprio con questo capitolo.

Storie di fantasmi
Il gioco, come è facile immaginare, è chiaramente rivolto a chi ha seguito le avventure di Ayumi e compagni, e non perde troppo tempo a spiegare gli avvenimenti passati, limitandosi a qualche accenno.
Senza entrare troppo in dettaglio, a quanto pare non sono bastate le disgrazie dei capitoli precedenti a dissuadere i protagonisti ad accettare che i propri compagni siano definitivamente morti nella Heavenly Host e cancellati per sempre dall’esistenza, difatti Ayumi appena scoprirà che c’è una possibilità di riportarli in vita, nonostante abbia recentemente miseramente fallito provocando anche la morte della sorella, deciderà con l’aiuto di uno dei nuovi personaggi di recuperare di nuovo il Book of Shadow, che apparentemente è finito nella Heavenly Host, la quale scopriremo non essere sparita come si pensava precedentemente.

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Horror da leggere o anche da giocare?
Il gioco si dividerà principalmente in due party: la prima è quella narrativa che prende la forma di visual novel, con splendidi disegni ed uno stile narrativo tendenzialmente cupo e tragico, pur non disdegnando qualche momento più leggero tra una sezione e l’altra. Il doppiaggio rimane come per i capitoli precedenti discreto e molto accentuato, forse persino troppo, ma tuttavia convincente ed a questo punto anche marchio di riconoscimento per questa serie, così come effetti sonori e musiche si sposano bene con l’atmosfera da horror e fantasmi della storia. La seconda parte è quella in cui dovremo girare per la solita Heavenly Host, questa volta in 3D, risolvendo dei semplici enigmi che riguardano tendenzialmente il ritrovamento di chiavi od oggetti per sbloccare la strada, ed evitare i pericoli che ci attendono. Questa volta infatti dovremo muoverci con cautela nei bui corridoi cercando di evitare gli ostacoli, di fuggire ai fantasmi ed altri pericoli disseminati per il percorso. Rimane fortemente presente il gran numero di finali alternativi per ogni capitolo, determinato da alcune scelte o semplicemente da morti causate in alcune situazioni particolari.

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Non è tutto 3D quel che luccica
Se i disegni in 2D sono ancora più belli sulla PSVITA, le note dolenti arrivano quando si gioca e si passa al 3D… purtroppo il motore grafico è terribilmente ottimizzato, e in quasi tutte le cutscene di gioco o anche semplicemente attivando la torcia, saremo sommersi da rallentamenti imbarazzanti, che ci perseguiteranno per tutta l’avventura. E’ davvero inspiegabile perchè utilizzare un motore 3D se il risultato finale è questo, quando il 2D dei capitoli precedenti era assolutamente godibile nella sua semplicità, tanto che questa scelta non aggiunge nulla neanche all’impatto horror del gioco.

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Un’ultima volta a Heavenly Lost
Finalmente (?) si conclude questa bella saga horror, magari non nel migliore dei modi, ma comunque con un capitolo abbastanza solido seppur in parte troppo reminiscente dei suoi predecessori. A metà tra la visual novel ed il survival horror, è consigliato caldamente a chi ha già giocato ai precedenti, molto meno a chi è nuovo con la saga, che farebbe meglio prima a recuperare i precedenti capitoli, ancora estremamente godibili ad un prezzo vantaggioso, e compatibili con la PSVITA.

VOTO: 75/100

+ La storia è godibile da seguire, ma è chiaramente rivolta ai fan

+ Lo schermo della PSVITA esalta i disegni 2D della visual novel

– Il motore grafico 3D è spesso vittima di rallentamenti

– Il gameplay è pressochè lo stesso senza alcuna aggiunta davvero interessante

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